OGNI GIORNO 1000 PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE SULLA FASCIA

SCOPRI COS’È E PERCHÉ È COSÌ IMPORTANTE PER STARE BENE

E se iniziassi dicendoti che: noi siamo fascia! Se questa affermazione ti stupisce, continua a leggere e rimarrai a bocca aperta ancora per qualche minuto.

COME SI PRESENTA LA FASCIA?

Assomiglia a quella parte giallognola che si trova sotto la pelle del pollo e tiene la carne all’osso. Ok, forse non un immagine bellissima, ma è importante per farti capire. 

Stai visualizzando? Ora immagina che si dirami come le radici di un albero secolare in tutti i sistemi, organi, strutture, cellule del corpo. Compreso il cervello! Ebbene si, la fascia si intrufola anche nelle emozioni. 

È sovente paragonata ad una ragnatela,     o un esoscheletro, anche ad una spugna. Per una visione più scientifica vengono create delle costruzioni geometriche tridimensionali che ne rispettano la flessibilità, la resistenza e l’elasticità e che ne contraddistinguono la sua biotensegrità. Cioè la sua meccanica e la sua biologia assieme.




COME INFLUISCE IL SISTEMA FASCIALE NELLA QUOTIDIANITÀ?

La risposta è: prende parte a tutto quello che facciamo.

Prende parte al nostro sviluppo. Ancora prima di nascere (a livello embrionale), la fascia si sviluppa per delimitare lo spazio tra gli altri organi avvolgendoli separandoli, ma allo stesso tempo collegandoli in un insieme unico. In parte quindi, determina le nostre forme!

Venuti alla luce, la fascia diventa  un sistema tampone che protegge il corpo dagli infortuni, ha la capacità di adattarsi, modellarsi, resistere e recuperare la sua originale forma tutto assieme!  Gioca un ruolo attivo in qualsiasi tipo di azione. Non subisce il movimento, ma lo conduce, come un direttore d’orchestra. In questo caso, ogni organo e struttura del corpo fa parte dell’orchestra. Quando senti un’orchestra, non sentirai suonare tutti i musicisti assieme, alcuni aspettano quieti ma vigili seguendo lo spartito ed in attesa del via e delle indicazioni del Maestro. Così la fascia non crea solamente l’architettura di sostegno dei sistemi anatomici (ossa, organi, vasi, muscoli, tendini…), ma ne percepisce i cambiamenti e ne coordina una risposta adeguata.

COME RIESCE LA FASCIA A COOPERARE DIRETTAMENTE CON TUTTI GLI ALTRI ORGANI?

La fascia è dotata di un numero di recettori maggiore di quelli presenti nella lingua e nella pelle. Ciò significa che è direttamente collegata con il sistema nervoso

Ha proprietà contrattili, che mantengono lo stato ottimale di tensione, essenziali durante la cicatrizzazione dei tessuti, e con fibre che permettono una contrazione lenta ma prolungata con il minimo dispendio energetico.

È l’unico organo che non ha una vera e propria localizzazione. Se polmoni e cuore risiedono nella cavità toracica, il cervello nella calotta cranica, gli organi riproduttivi nelle pelvi, gli organi digestivi nella cavità addominale… la fascia  è ovunque. E questo è un enorme vantaggio.

Ne esistono 3 strati, ognuno con una funzione precisa:

C’è lo strato superficiale, che si trova sotto la pelle, avvolge tutto il corpo. Regola la temperatura corporea, il sistema neuro-vegetativo e il drenaggio dei liquidi. 

Poi c’è la fascia profonda, che avvolge ognuno dei 600 muscoli del corpo, le sue articolazioni e ossa. È essenziale per assicurare stabilità articolare ed un corretto schema motorio. Riesce addirittura a trasmettere parte della forza del muscolo tramite le sue fibre all’articolazione, liberando il tendine di una parte di sforzo. Questo permette di salvaguardare le articolazioni e trasmettere la contrazione direttamente ad altri muscoli, coordinando tutto il corpo nel compimento del gesto.

Esiste anche un altro strato di fascia profonda, quella viscerale. Si trova anteriormente alla colonna, dalla base del cranio fino al fondo del bacino. Evita il prolasso degli organi interni. Asseconda i movimenti dei visceri e ne mantiene la forma, li nutre favorendo il flusso sanguigno e linfatico. È sovente individuata come la fascia delle emozioni. Ecco perché avrai già sentito dire che alcune emozioni vengono “dalla pancia”. Possiamo quindi intuire che, viceversa, alcune tensioni possano avere origine dalla pancia. Ricordiamoci che la fascia ha tantissimi recettori nervosi anche qui, nei visceri, compreso nei polmoni ed in luoghi che neanche percepiamo! 

…a meno che non ci mandino un messaggio per avvisarci di qualcosa di importante.

Ed infine, la fascia è presente in tutto il sistema nervoso. Dalla dura madre (dal cervello) alle cellule dei nervi periferici. Influenza la tensione, la vascolarizzazione, l’innervazione ed i movimenti. 

Ora capisci come una singola la lezione come Massaggio della fascia ha dato subito sollievo alla tua sciatalgia? La compressione del nervo che ti faceva vedere le stelle, non era a livello vertebrale, ma era una restrizione della fascia che schiacciava il nervo in un determinato punto.

LA FASCIA FA GINNASTICA CON NOI, SEMPRE


Senza una certa consapevolezza del ruolo che la fascia ha nello sviluppo della forza, dell’equilibrio, dell’elasticità e della flessibilità, nell’espressione delle nostre gestualità, sia quotidiane che sportive, si rischia di comprometterne l’equilibrio e la salute. E riferendoci ai paragrafi precedenti, è facile comprendere quanto una tensione fasciale può influenzare non solo l’apparato muscolo-scheletrico, ma anche anche quello viscerale, respiratorio, digestivo, riproduttivo e neurologico. Forse uno dei motivi per cui l’attenzione sul sistema fasciale è aumentata esponenzialmente negli ultimi anni, le ricerche aumentano, ne scopriamo sempre di più, e siamo certi di essere solo all’inizio!

Ecco perché inserire un allenamento più mirato alla fascia regolarmente, può essere un ottimo metodo per fare prevenzione, complementare una cura e stare bene.

Scopri le classi che hanno come obiettivo la fascia:


TUTTE LE LEZIONI PER LA FASCIA

MA CHE DIFFERENZA C’È CON LO STRETCHING?

Se hai a disposizione il tuo elastico Theraband, o un qualsiasi elastico un po’ lungo, prendilo e segui la mia spiegazione, o prova ad immaginare…

1

Posiziona le mani equidistanti dal centro e separate, se possibile un po’ meno della larghezza delle spalle.

2

Immagina che l’elastico sia un muscolo e le mani siano le sue articolazioni di origine ed inserzione.

3

Tira l’elastico e nota coma si distenda e si allunghi lungo tutta la sua misura.

4

Ora fai un nodo al centro dell’elastico.

5

Tira l’elastico come hai fatto prima.

6

Osserva se le mani si separano quanto prima.

7

Osserva come l’elastico si allunghi armoniosamente da una mano fino al nodo e dal nodo fino alla mano.

8

 Osserva infine cosa succede al nodo.

Esatto, si stringe sempre di più!

Questo nodo rappresenta la tensione fasciale. Ed il movimento dell’elastico è la reazione del muscolo (e quindi della fascia) quando si fanno esercizi di solo allungamento.

Attenzione, questo non vuol dire che fanno male. Solo che non bisogna confondere lo stretching con esercizi specifici per la fascia, ma bensì integrarli. Il lavoro sulla fascia è sempre un utile complemento per tutti i tipi di allenamento, da quelli di impatto (come la corsa o lo sci) a discipline come il Pilates e lo Yoga.

COSA CI TIENE IN PIEDI?

Cosa ci tiene in piedi? Le ossa? I muscoli? O forse entrambi? Si, ma solo grazie alla fascia. Che ci rende flessibili, elastici e resistenti. Proprio come lei!

Siamo flessibili quando ci tocchiamo la punta dei piedi con le mani. 

Siamo elastici quando saltiamo e atterriamo.

Siamo resistenti alle pressioni che ci schiacciano.

CURIOSITA’

Se ti dico: collagene ed elastina. Cosa pensi? Ti viene in mente un prodotto di bellezza? Anche a me! Ti farà piacere sapere che le fibre di collagene ed elastina sono presenti in tutta la fascia in proporzioni variabilli. Insieme al 60% di acqua e cellule, ecco che abbiamo il nostro personalissimo prodotto di bellezza!

La fascia ha anche un ruolo metabolico. Già. Si, anche io mi sono presa un attimo per ragionare su questa affermazione, appena l’ho sentita. Come può arrivare a tanto? 

La quantità di ognuno dei suoi componenti cambia a seconda dello strato e soprattutto della funzione che ha in una determinata zona. Sarebbe come cambiare le proporzioni degli ingredienti di una torta, un probabile fallimento! E invece, le meraviglie del corpo umano, fanno sì che maggiore quantità di acqua e cellule in determinate fibre della fascia, le permettono di avere un ruolo metabolico e assicurare gli scambi chimici. 

Ti sarà capitato di notare che determinati stati emotivi, come ansia, preoccupazione, rabbia, ti hanno procurato delle reazioni come il mal di stomaco, dolori addominali, mal di testa… La fascia sembra essere il mezzo che collega questi due eventi. Saperlo significa poter agire per diminuire lo stress, una delle probabili cause o con-cause di altre patologie, e stare meglio.

Ma questo non è tutto. Si, perché c’è ancora molto da sapere su quest’organo che silenziosamente   lavora per tenerci in vita. Già, sembra proprio che senza la fascia non si può stare.

DA TESSUTO DA BUTTARE AD ORGANO DA STUDIARE, COME LA FASCIA DIVENTA FAMOSA

Nelle pubblicazioni scientifiche, il termine “fascia” appare anche se poco, dopo al 1800. Ma se ne parla già da molto tempo prima. L’anatomista spagnolo Juan Valverde, ritrae il tessuto fasciale nella pubblicazione del 1560 “Anatomia del corpo umano”. Dagli anni ‘90 ad oggi, il numero di ricerche aumenta esponenzialmente.

In effetti, il sistema fasciale è stato sottovalutato per molto tempo. In passato veniva raschiato ed eliminato negli studi anatomici per avere una visione più pulita dei fasci muscolari, dei tendini, delle articolazioni. Insomma era di scarto. Oggi si ha una visione diversa del corpo, abbiamo capito che è tutto collegato, che l’insieme dei sistemi che ci tiene in vita, funziona bene solo se riesce a farlo in maniera armonica. 

È noto come una corretta alimentazione possa influire su tantissimi aspetti della salute. Conosciamo l’importanza del movimento per prevenire gravi malattie. E sappiamo quanto nuoce la sedentarietà. Parliamo poi del sonno? Come ti senti dopo una notte passata in bianco? E dopo una sfuriata? Che tu l’abbia data o l’abbia presa. 

Insomma per stare bene, tutto deve funzionare bene. Corpo e mente. Ecco perché insieme a questo pensiero è cresciuto l’interesse per la fascia. Si vuole consolidare scientificamente i successi che il trattamento della fascia raggiunge nella risoluzioni di innumerevoli disagi ed anche patologie. E grazie ad una sempre maggiore conoscenza, migliorare l’efficacia di metodi che già influiscono su questo sistema. 

La fascia è oggetto di studi da parte di tutte le figure che si occupano di salute e benessere: medici, ricercatori, osteopati, operatori di tecniche di trattamento manuale come lo shiatsu, diverse tipologie di massaggiatori, insegnanti di ginnastica, in particolare di pilates e di yoga. Tutti attenti alle nuove scoperte e come applicarle al meglio nei loro approcci terapeutici. 

Ed è molto interessante! Con risultati impressionanti!

Scegli le classi che hanno come obiettivo la fascia . Non immagini nemmeno quali zone del tuo corpo ti stanno comunicando di avere bisogno di attenzione, qui e ora. Ti sorprenderà! 

Una iniziale sensazione di dolore lascerà spazio ad una incredibile ed immediata sensazione di benessere, più flessibilità, elasticità e resistenza. Per ottenere migliori benefici, ricorda di rallentare il movimento e dosare la pressione sulla zona interessata respirando profondamente. 

Ripeti queste lezioni regolarmente. Estrapola gli esercizi più mirati alle tue necessità ed inseriscili all’inizio ed alla fine del tuo allenamento.

Dedica sempre del tempo alla fascia, ogni volta sarà un’esperienza diversa. Raggiungi un livello di conoscenza di te più profondo, risolvi e previeni patologie, migliora la postura e le performance atletiche. 

Vivi meglio!

Margherita Miralli 

SPECIALIZZATA IN:


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Margherita Miralli

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